Top 10 giochi migliori per PS4!

Scritto da Garou

28/12/2020

Un saluto a tutti dal vostro Garou!

Oggi vorrei proporvi una mia personalissima top 10 dei migliori giochi usciti in questi 7 anni per la nostra amatissima Playstation 4. Vorrei prima precisare che all’interno della top non ho fatto nessuno spoiler, non ho inserito giochi a cadenza annuale (Fifa, Pes, NBA, ecc.) ed infine ribadisco che questa è una mia personale classifica basata sui miei gusti personali e sui titoli che ho avuto l’opportunità di giocare. Per stilare la top ho considerato la trama, il gameplay e la mia esperienza con il gioco. Iniziamo subito!

10. Rainbow Six Siege

Ci ho pensato molto e nonostante ciò continuo ad essere molto scettico su questa decima posizione. Penso che tutti conosciate lo sparatutto multiplayer Rainbow Six Siege e, più che elogiarlo, sono intenzionato a criticarlo aspramente. Vi starete chiedendo il perché? Voglio precisare innanzitutto che non voglio criticare gli sviluppatori per i numerosi glitch che puntualmente affiorano all’interno del gioco, bensì per l’effetto che il gioco ha sulla persona. Reputo Rainbow un gioco “cancro” poiché è talmente competitivo che durante il 70% delle partite mi arrabbiavo così tanto da non percepire affatto quella sensazione di relax che l’immersione in un videogame dovrebbe causare: finivo infatti sempre per spegnere la play con i nervi a fior di pelle. Perché allora questo gioco sta alla decima posizione della top? Semplicemente perché malgrado questi suoi difetti è innegabile il fatto che Rainbow, se giocato in compagnia, è un gioco che consente al giocatore di immergersi completamente in esso e di divertirsi in una maniera assurda. Inoltre l’idea di sviluppare un gioco incentrato solo esclusivamente sulla modalità multiplayer in maniera ultra competitiva è stata qualcosa di innovativa e, non per niente Rainbow riesce a coinvolgere e stupire (anche se a volte in maniera negativa) i suoi giocatori da ormai più di 5 anni. Nonostante sia un gioco che causa una forte dipendenza penso che alla fin fine la decima posizione se la meriti tutta.

9. Far Cry Primal

Ho sentito dire da molti utenti che Far Cry Primal è stato il peggior titolo della serie uscito in questo decennio. Io sinceramente non sono d’accordo, tuttavia non posso ovviamente affermare che la storia di questo capitolo sia superiore rispetto a quella degli altri. Per chi non conoscesse questo gioco, stiamo parlando di un action-adventure in prima persona, openworld, in modalità single player, sviluppato e pubblicato dalla Ubisoft ed ambientato nell’età della pietra. Penso sia palese il fatto che la storia di un videogame ambientato dai 7 mila ai 2 milioni di anni fa non possa in alcun modo eguagliare né la storia di un videogioco ambientato ai giorni nostri e nemmeno a quella di un gioco ambientato nell’antico Egitto. Ritengo perciò che la trama può essere criticata, dato che c’è sempre un margine di miglioramento, ma non può essere in alcun modo paragonata a quella degli altri Far Cry: chi lo fa non è altro che un pagliaccio. Adesso che ho dato voce al mio personale sfogo posso continuare con questa simil-recensione e dire che sono riuscito sia ad apprezzare la trama del gioco che ad immedesimarmi nel protagonista Takkar. Tuttavia il pezzo forte del gioco non è e non può essere la trama ma bensì il gameplay. Ho sempre cercato un gioco ambientato nella preistoria che avesse come protagonista un uomo primitivo e la Ubisoft non solo è riuscita a “soddisfare” questa mia richiesta, ma lo ha fatto anche bene. Takkar, in quanto nuovo capovillaggio, ha il compito di sconfiggere le popolazioni di invasori e di liberare il popolo Wenja ormai ridotto in schiavitù. Sarà compito suo ricostruire il villaggio ed attrezzarsi di nuove tecnologie ed armi per poter adempiere alle proprie missioni. Vi è un ricco sistema di looting (prerogativa di ogni Far Cry) ed inoltre vi è la possibilità di domare le bestie feroci che popolano la terra di Takkar per ricevere manforte in battaglia. L’unica pecca che potrei trovare nel gioco in se (oltre ad un paio di bug) è solamente quella leggera irrealisticità che un giocatore più meticoloso potrebbe (dico potrebbe perché io non gli ho completamente dato peso) notare proseguendo con il gameplay. Tuttavia siamo pur sempre all’interno di un videogioco e penso che quel sottile filo di irrealisticità sia necessario per la buona riuscita dell’opera.

8. GTA V

Sono caduto sul banale, ma all’ottava posizione ho voluto inserire GTA V. I più attenti potrebbero dirmi che questo gioco in realtà è disponibile anche in versione PS3 ed effettivamente il gioco è uscito poco meno di due mesi prima della PS4, ho deciso tuttavia di fare un eccezione dato che la stragrande maggioranza delle persone lo ha giocato sulla medesima console. Non penso ci sia molto da dire: è l’unico gioco della top che tutti hanno giocato ed apprezzato almeno una volta. Anche senza considerare la modalità online è un giocone con la G maiuscola sia dal punto di vista della trama che dal punto di vista del gameplay. Il postgame è lunghissimo e anche dopo aver completato il gioco al 100%, il giocatore può dedicarsi alla ricerca dei numerosissimi Easter Egg oppure al buon vecchio “cazzeggio”. Parlando della modalità online è a mio avviso molto più bella e coinvolgente rispetto alla storia e l’unica sua pecca è solamente quel senso di “impotenza” che causa al giocatore per via delle troppe cose da poter fare/comprare a causa dei numerosissimi aggiornamenti che vanno ormai avanti da 7 anni. Ho già parlato abbastanza su questo gioco e penso che giustificare in qualche modo la sua presenza nella top sia inutile: ha fatto la storia ed è da stupidi non ammetterlo.

7. God of War (2018)

Anche qui non ho bisogno di spiegarvi di cosa sto parlando. E’ raro vedere dopo tanti anni dei sequel di titoli come God of War, titoli che hanno fatto la storia delle prime console. Le aspettative erano altissime, molti fan erano scettici riguardo la buona riuscita di un gioco che vedeva il ritorno del Fantasma di Sparta insieme al proprio figlio e per giunta nel phanteon della mitologia norrena! Sinceramente, appena ho visto il trailer anch’io ero scettico! Il 20 Aprile 2018 la SIE Santa Monica Studio ha pubblicato il gioco ed in quel momento, God of War, si è dimostrato per ciò che era: un fottutissimo capolavoro! La “nuova trama” non aveva in alcun modo delle incongruenze con la vecchia e, nel nuovo capitolo, il passato di Kratos è rimasto tale: dei ricordi della sua vecchia vita. Riusciamo a percepire durante tutto il gameplay come Kratos, il Fantasma di Sparta, nonostante si mostri sempre con quel suo carattere burbero e glaciale, abbia anche (ed ovviamente aggiungerei) un lato più umano che dimostra nei confronti della moglie ormai defunta e del figlio Atreus. Il piccolo ci fa da “supporto” durante tutto il gameplay e, nonostante si cacci spesso nei guai Kratos è sempre li per aiutarlo. Il gioco, se paragonato ai capitoli precedenti, ha quella marcia in più che la nuova generazione (ormai vecchia…) gli fornisce ed inoltre non pecca sotto alcun aspetto. Da fan della serie quale sono ho apprezzato il gioco nella sua interezza, l’ho platinato (da buon nerdone) e le uniche parti “noiose” che mi lasciavano un po’ d’amaro in bocca erano solamente i viaggi sulla barca (non son spiegarvi bene il perché…). Il finale è nella sua semplicità spiazzante e malinconico e sono più che convinto che il gioco oltre a meritarsi questa settima posizione è un degno sequel della serie (chissà se anche God of War: Ragnarok non sarà da meno).

6. Batman Arkham Knight

Alla sesta posizione abbiamo Batman Arkham Knight, il terzo capitolo della trilogia di Arkham. Il gioco è del 2015 e, a suo tempo, ha fatto molto scalpore vincendo il titolo di game of the year. Pur non essendo un fan della serie e pur non capendo a pieno la trama sono riuscito comunque ad apprezzarla tantissimo e non sono comunque mancati i numerosissimi colpi di scena. La trama si ricollega infatti a quella dei capitoli precedenti ed è, nonostante vengano spiegate molte cose, comunque intrecciatissima: un giocatore alle prime armi come il me stesso di 5 anni orsono, fa un bel po’ di fatica nel comprendere la storia in tutte le sue sfaccettature. Forse è questa l’unica pecca del gioco ma, come ho già detto in precedenza, non vi peserà molto dato che la storia essendo arricchita anche da altre trame secondarie vi lascerà sempre a bocca aperta (se volete recuperare il gioco potete sempre acquistare la collection della trilogia di Arkham in cui sono presenti Arkham City, Arkham Asylum ed Arkham Knight). Passiamo adesso al gameplay cupo e degno di un videogame sul Cavaliere Oscuro. Personalmente la cosa che ho sempre amato dei Batman è quel combattimento “rude” caratterizzato da dei suoni che enfatizzano sempre il rumore sordo dei pugni. Ovviamente il pezzo forte del gameplay non è questo ma bensì l’alternarsi di combattimenti a terra, combattimenti da affrontare in maniera stealth, esplorazione della città, fasi di pura investigazione e combattimenti sulla Bat-Mobile. A mio parere sono tutti fatti da dio e, nonostante il gioco sia stato un po’ “dimenticato” dopo 1/2 anni dalla sua uscita, resterà insieme alla sua saga una pietra miliare del panorama videoludico e senza ombra di dubbio un trionfo della Rocksteady Studios.

5. Doom (2016)

Alla posizione numero cinque ho inserito Doom (Doom 4 per continuità). Anche qui vale lo stesso discorso di God of War: sequel di una serie che ha fatto veramente la storia dei videogames (insieme a Wolfenstein hanno fatto affermare il genere degli FPS) che ha giustamente creato aspettative altissime tra i fan. Stavolta non avrete il parere di un fan della serie Doom, dato che è molto più vecchia di me, ma semplicemente il parere di un nerd che è diventato fan della serie grazie a Doom 4. Per questo motivo non posso mettervi a confronto questo gioco con suoi i capitoli precedenti ma posso affermare con certezza che la grafica splatter, la frenesia e l’azione che accomuna tutti i giochi rimane sempre protagonista ed è stata migliorata. Doom è un gioco particolare e non è sicuramente adatto a tutti: la trama non ha tutto questo spessore ed anche la modalità multiplayer, aggiunta in questo capitolo, è molto semplice e nonostante sia comunque nello stile della serie è simile a quella di COD. Detto questo la cosa che ti fa apprezzare Doom è solamente la modalità di gioco e non possono esistere dei mezzi termini: o non ti piace, oppure lo ami alla follia. Essendo Doom un gioco probabilmente non conosciuto dai più giovani, qualunque parola che potrei usare (e che ho usato) per descriverlo non rende completamente l’idea e, per questo motivo, l’unica soluzione è giocarlo. Voglio tuttavia venirvi incontro e malgrado continui a non rendere in maniera ottimale l’idea, vi lascio un breve gameplay del gioco. Concludo dicendo che ho inserito il gioco in questa top perché è riuscito a tenermi impegnato con quel suo mix di azione e violenza come pochi giochi avevano fatto prima d’allora. (P.S. Non ho inserito Eternal perché ancora non l’ho giocato…)

4. Monster Hunter World

Alla posizione numero quattro ho inserito Monster Hunter World. Nei giochi della serie impersoniamo sempre un cacciatore che ha il compito di esplorare le varie terre in cui si trova per poter indagare sui mostri e sulle abitudini delle loro varie specie. In questo capitolo faremo parte della Quinta flotta della Commissione di Ricerca e dovremo esplorare il Nuovo Mondo per indagare sul mistero della “traversata degli anziani”. La trama non ha niente di particolare ma le cose che ti lasciano costantemente a bocca aperta in questo gioco sono le ambientazioni, i paesaggi mozzafiato e la caratterizzazione dei mostri. Anche qui come per Doom non è sicuramente un genere adatto a tutti ed io personalmente non posso definirmi un vero e proprio fan della serie, dato che ho giocato pochi capitoli, ho tuttavia amato e mi sono goduto il gioco per un sacco di tempo. Ho fatto più di 120 ore di gioco in un unico profilo senza neanche accorgermene, senza aver completato il postgame e senza aver bisogno di giocare online. In Monster Hunter infatti giocare online è certamente divertente ma è anche da un altro punto di vista superfluo. Il gioco è bello tosto ed è riuscito a mettermi alla prova più e più volte. L’unico difetto che mi è pesato molto in MH è che nel momento in cui ho acquistato il DLC, dopo aver superato la prima missione, non l’ho più giocato. Probabilmente perché non avevo né il tempo e né tanto meno la voglia di giocare ad un altro Monster Hunter: il tutto è un po’ un paradosso. Il gioco è fatto talmente bene ed è talmente lungo da superare il limite di sopportazione del giocatore e da indurre un sentimento di “noia”. Adesso, sono convinto che ovviamente non tutti i giocatori hanno riscontrato questo mio problema ed inoltre il fatto stesso che io non avessi nessuno amico con cui giocare a MH mi ha influenzato molto. Nonostante ciò sono più che convinto che questa quarta posizione se la merita tutta!

3. The Witcher 3: Wild Hunt

Passiamo adesso al gradino più basso del podio in cui ho inserito The Witcher 3: Wild Hunt. Ad essere sinceri, da un punto di vista oggettivo, sia come complessità della trama, che come complessità del gameplay, penso che The Witcher 3 si meriti senza se né ma la prima posizione della top. Oserei definirlo il gioco del decennio. Tuttavia sono più “attaccato” agli altri titoli che ho inserito in prima e seconda posizione e quindi per me il suo posto è questo. Premetto che non sono assolutamente un fan della serie e, mentre per Batman un minimo mi è pesato il non conoscere la storia dei capitoli precedenti, per The Witcher non è stato assolutamente così. La storia, per quanto possa essere complessa, emozionante, fatta bene e senza il minimo difetto, è solamente la minima parte della complessità del gioco. Non sto scherzando, ho completato tutti i contratti e tutte le missioni secondarie (comprese quelle dei DLC ed escluse quelle del gwent) e non mi sono mai annoiato (chi ha giocato il gioco ha una vaga idea di quante siano). E’ sicuramente il gioco (dopo Bloodborne) al quale ho giocato di più. La cosa più bella e che, andando avanti con la trama, The Witcher è stato uno di quei pochi giochi che mi hanno coinvolto veramente all’interno della storia: era come guardare un lunghissimo film plasmato dalle mie azioni. I combattimenti non risultano mai noiosi ed è raro vedere dei tratti di gameplay incentrati solamente sul combattimento. Anche qui sono l’esplorazione ed in particolare l’investigazione a fare da padroni. Le missioni che più ho apprezzato del gioco sono stati senza dubbio i contratti. Riempire il bestiario ed andarlo a consultare per poi infine preparare unguenti e pozioni sono stati i momenti più coinvolgenti del gameplay. Ovviamente anche dal punto di vista della difficoltà non è da meno: sconfiggere il boss finale del secondo DLC è stata un’ardua impresa e non vi nego che ci sono rimasto bloccato per un bel po’. Non penso che il gioco abbia dei difetti concreti: io stesso ho riscontrato solamente qualche bug ed un po’ di noia per le sequenze del Gwent che non mi facevano impazzire (alla fine sono anche opzionali…). The Witcher 3 è il gioco del decennio. Se avete obiezioni fatevi avanti!

2. Bloodborne

Arriviamo alla seconda posizione in cui ho voluto inserire Bloodborne, un gioco che ho amato con tutto il mio cuore. È stato il primo souls-like che ho giocato (ed anche l’unico dato che lo stile di Dark Souls non mi ha mai fatto impazzire…) e, nonostante lo abbia platinato un paio di anni fa, ho sempre voglia di rigiocarlo. L’atmosfera dark fantasy del gioco con le sue ambientazioni gotiche mi ha fatto impazzire ed anche il design dei mostri, dei boss, degli oggetti e delle armi non è stato da meno. E’ inutile dire che come ogni souls-like che si rispetti è difficile e non vi nego che quando l’ho acquistato, da vero nabbo quale ero, sono stato bloccato dapprima per più di un mese nella piazza iniziale di Yharnam e dopo per altrettanto tempo nella boss fight del Vicario Amelia. Adesso (dopo non so neanche io quante ore di gioco) conosco a memoria ogni angolo del gioco, ogni scorciatoia e, come ho già detto in precedenza non mi passa mai la voglia di rigiocarlo e soprattutto riesco sempre a stupirmi davanti a quelle ambientazioni mozzafiato. E’ inutile parlare di trama ma bensì di lore che, nel caso di Bloodborne, mi ha sempre incuriosito e tuttora riesco a scoprire nuove informazioni che mi fanno apprezzare ancora di più l’universo del gioco. E’ inutile dire che, anche in questo caso, come per Doom e MH, non è un genere adatto a tutti e le vie possibili sono solamente due: l’amore o l’odio. Ogni parola che ho usato e che potrei ancora usare non renderebbe abbastanza e non riuscirebbe ad esplicitare nella sua pienezza ciò che io ho provato (e che provo ancora adesso) quando ho giocato Bloodborne. La seconda posizione è più che meritata.

1. Destiny

Sulla vetta della top ho deciso di inserire il titolo, anzi i titoli che sono riusciti ad emozionarmi maggiormente negli ultimi anni: sto parlando di Destiny e del suo sequel altrettanto valido Destiny 2. Questo titolo non sta in prima posizione per la sua complessità, né tantomeno per la giocabilità (sul quale ho un paio di cose da ridire), ma semplicemente per l’impatto che mi ha causato quando lo giocai per la prima volta. Sono rimasto sconvolto semplicemente dalle ambientazioni. Può sembrare una banalità dato che al giorno d’oggi la grafica nei videogiochi è più che realistica ma le atmosfere presenti su Destiny non le ho ritrovate in nessun altro gioco, in NESSUNO! Di difetti ne ha un bel po’ ed il più evidente è senza ombra di dubbio il fatto che anche la modalità storia è online. Se non hai un team con cui giocare e se soprattutto non acquisti tutta la lunghissima sfilza di espansioni del gioco, non potrai mai goderti appieno Destiny ed io personalmente non l’ho mai avuto. Ho giocato per anni a questo gioco e non ho mai partecipato ad un’incursione. Resto tuttavia convinto del fatto che per me è il miglior gioco a cui ho giocato ultimamente poiché quel mix tra l’azione, la frenesia del gioco (che non ti stancano mai), le ambientazioni e la storia mi hanno veramente segnato. Nonostante la storia del primo capitolo sia abbastanza corta e non sia neanche granché, con Destiny 2 viene migliorata sotto ogni aspetto e (da fan sfegatato quale sono) nel vedere La Torre in preda alle fiamme ed alla morte ho sentito come un vuoto dentro di me ed ero più che determinato ad andare avanti con la storia per scoprire il susseguirsi della trama. Non voglio fare nessuno spoiler, ma quando nel DLC “I Rinnegati” ho visto il mio personaggio preferito esalare il suo ultimo respiro, la mia voglia di completare l’espansione è salita alle stelle. Stiamo parlando di un gioco che è riuscito a coinvolgermi come nessun’altro aveva mai fatto fino ad allora. Fidatevi di me e giocatelo: provare per credere!

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