Resident Evil 7: Biohazard – il gioco 4 anni dopo!

Scritto da Garou

25/04/2021

Un saluto a tutti dal vostro Garou!

Ecco a voi l’ennesima REcensione: questa volta è toccato al capitolo 7. Penso che Resident Evil 7 sia indubbiamente il titolo più famoso della serie e che, per certi versi, ne ha completamente stravolto le classiche meccaniche di gioco. E’ innegabile poi che RE7 è riuscito ad arrivare ad una fascia di pubblico veramente vastissima. Il gioco, pubblicato dapprima su PS4 (il gioco è compatibile anche con il Playstation VR), Xbox One e PC nel 2017 e successivamente su Nintendo Switch nel 2018, è riuscito a terrorizzare, solamente grazie al suo teaser, milioni di giocatori e ritengo che chiunque non l’abbia mai giocato, ha, almeno una volta, visto un suo gameplay su YouTube. Nonostante probabilmente tutti conosciate la storia del gioco, non ho intenzione di fare spoiler importanti e mi limiterò a commentare e recensire il gioco e la sua trama con la consapevolezza che sono già passati 4 anni dalla sua uscita. Iniziamo subito!

Trama

Come ho già sottolineato non penso ci sia bisogno di introdurre la trama del gioco, tuttavia ecco agli utenti che non hanno ancora giocato questo capolavoro, una brevissima panoramica. In questo titolo impersoneremo per la prima volta il malcapitato Ethan Winters che, riceve un messaggio dalla moglie Mia, data per morta da tre anni, che lo intima di non cercarla (un classico degli horror). Ovviamente Ethan, si dirige in Louisiana nel luogo in cui era stato inviato il messaggio e si imbatte sia in Mia, che nella famiglia Baker, composta da degli individui ormai impazziti a causa del mitamicete (un fungo), che catturano Ethan e cercano più volte di ucciderlo. L’obbiettivo di Ethan è (inizialmente) scappare da quella casa infernale insieme a Mia ma le cose, si rivelano più complicate del previsto.

Analisi della trama

Parlando della trama, penso sinceramente che sia piaciuta a tutti. Per chi non conosce questo titolo, e non è rimasto convinto dalla mia precedente panoramica, mi dispiace ma non posso dirvi molto dato che rischierei di fare troppi spoiler, ma vi assicuro che la storia non è affatto banale. Abbiamo un’innovazione anche da questo punto di vista e RE7 si distacca dalle solite trame dei giochi della serie basate sul diffondersi di una nuova epidemia causata da una diversa variante del virus-T e si concentra invece sul narrare una storia che ci racconta di una nuova arma biologica mai vista nei precedenti capitoli della serie: Eveline. Il gioco è innovativo anche dal punto di vista dei protagonisti dato che non abbiamo nessun associazione terroristica e nessun agente al servizio dell’ordine pubblico ma semplicemente Ethan, un uomo disperato e del tutto ignaro della situazione in cui si è invischiato, che si ritrova a fare i conti con la famiglia Baker, anche loro una famiglia del tutto innocente che entra per caso a contatto con una pericolosissima arma biologica e ne rimane inesorabilmente vittima.

La storia si sviluppa benissimo, sia nei dialoghi tra i personaggi, che nelle documentazioni sparse per tutto il gioco, elementi classici della serie, che danno molta più profondità al gioco ed è resa ancora più dinamica ed emozionante dalla presenza di due diversi finali. Il titolo di questo gioco, Biohazard, letteralmente “rischio biologico” coincide con il titolo giapponese di tutti i giochi della serie (in Giappone i giochi della serie non si chiamano Resident Evil, ma Biohazard) e, considerata la trama del gioco, non ci poteva essere titolo più azzeccato. L’unica pecca che ho nel gioco è forse la sua eccessiva brevità ma, dato che ormai mi sono abituato a questo aspetto condiviso ormai da tantissimi altri titoli, non ci ho fatto nemmeno tanto caso… Oltre alla storia principale, sono presenti due DLC, uno gratuito (almeno sul PS Store) ed uno invece a pagamento. Rispettivamente sono intitolati “Nessun Eroe” e “La fine di Zoe” e nel primo DLC impersoneremo Chris Redfiled che, dopo tutti gli eventi del gioco e dopo l’incubo vissuto da Ethan e Mia, arriva insieme alla B.S.A.A. per ripulire il territorio dagli infetti rimasti.

Analisi del gameplay

Passiamo adesso ad un’analisi vera e propria del gioco. Resident Evil 7, si distacca in parte dagli elementi action della serie per poter dar vita ad un esperienza il più horror possibile: la prima cosa che rende il gioco più spaventoso e più immersivo è sicuramente la visuale in prima persona, fissa per tutta la durata del gioco. Ovviamente l’azione non manca comunque ed infatti, mentre nelle prime fasi del gioco ci limiteremo a scontrarci con alcuni membri della famiglia Baker, successivamente fanno la loro comparsa i micotici, degli esseri umani irriconoscibili e completamente consumati dalla Necrotossina-E, che faranno da nemici principali nel gioco (un po’ come gli zombie e gli infetti in generale dei capitoli precedenti). Le fasi d’azione sono alternate a delle fasi in cui dovremo esplorare la mappa di gioco per poter trovare oggetti e risolvere enigmi mentre saremo costantemente braccati dai membri della famiglia Baker che, essendo i boss del gioco, non possono essere sconfitti in queste fasi intermedie e possiamo quindi solamente rallentarli (sprecando però preziose munizioni).

Un altro aspetto importantissimo del gioco è quello survival: all’interno della mappa di gioco dobbiamo cercare attentamente in ogni angolo ed in ogni fessura gli oggetti necessari per poter fabbricare munizioni e medicine ed in più dovremo ponderare attentamente le nostre decisioni dato che non gestire bene il nostro inventario e gli oggetti a nostra disposizione equivale ad andare incontro ad una morte certa. Da questo punto di vista l’aspetto della sopravvivenza è molto più sviluppato rispetto agli altri capitoli della serie e contribuisce senza dubbio ad accentuare l’aspetto horror di RE7. Non possiamo non parlare poi dei jumpscare che, nonostante nei capitoli precedenti fossero comunque presenti, in questo capitolo sono molto più frequenti e soprattutto molto più spaventosi. Mentre negli altri Resident Evil il jumpscare era limitato ad nemico che sbuca fuori dal nulla o semplicemente ad un boss che appare senza preavviso in un ovvia cutscene, in questo gioco sono veramente posizionati nei punti più casuali ed inaspettati del gioco per far letteralmente saltare per aria il giocatore.

Resident Evil 7 nel 2021

Volevo un attimo soffermarmi infine sull’impatto che RE7 ha avuto nel 2017 e su come l’ho vissuto io nel 2021. Partiamo dal presupposto che nel 2017 l’apice dell’horror o comunque uno dei titoli più famosi e più spaventosi di tutti era sicuramente Outlast. Con l’uscita di RE7, che vantava in particolare la versione a realtà aumentata per VR, il primato di Outlast è stato scavallato e Resident Evil è salito sulla vetta. Con l’uscita di Outlast 2, che migliorava l’esperienza horror del primo capitolo all’interno di un videogioco macabro e ansiogeno, RE7 è gradualmente iniziato a declinare soprattutto una volta che iniziarono a venir pubblicati nuovi titoli che rivoluzionavano e ampliavano il panorama videoludico horror. Io stesso ho seguito di pari passo molte di queste uscite e posso affermare che quando ho giocato RE7, quasi non mi è sembrato di giocare ad un horror ma semplicemente ad un Resident Evil con una storia magnifica e con delle meccaniche diverse ed innovative.

E voi cosa ne pensate di Resident Evil 7? Vi ho proposto questa recensione, in attesa del sequel, Resident Evil Village, previsto per questo 2021, in cui vedremo il ritorno del mitico Ethan Winters in un contesto completamente diverso. Nel frattempo continuate a supportarci e seguiteci sulle pagine Facebook ed Instagram.

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