Resident Evil 4: alla scoperta del gioco in attesa del remake!

Scritto da Garou

14/02/2021

Un saluto a tutti dal vostro Garou!

Oggi sono qui per parlare di un gioco che ho amato tantissimo e che mi ha fatto avvicinare alla serie dei Resident Evil: Resident Evil 4. Non farò una vera e propria recensione di RE4, dato che non ho giocato molti giochi della saga, ma semplicemente voglio consigliarvi questo gioco che, a parer mio, merita molto. Non vi andrò a raccontare tutta la trama ma, dato che voglio delinearvela in linea generale…

…ALLERTA SPOILER!!!


Prima di iniziare a parlare di Resident Evil 4, mi sento in dovere di fare una piccola descrizione della serie. Quella di Resident Evil è una serie di action-horror sviluppata dalla Capcom, che va avanti dal 1996 e che conta, comprendendo anche tutti i remake più recenti e le varie versioni remasterizzate in passato, un totale di 135 titoli. I giochi della serie hanno spesso subito influenze diverse e si sono evoluti nel tempo: siamo passati infatti da dei giochi con ambientazioni angosciose e claustrofobiche e delle sequenze ansiose e terrificanti (i primi capitoli della serie), a dei titoli con più azione ed ambientazioni più aperte (come ad esempio Resident Evil 4 e la serie dei Revelations), fino ad arrivare a Resident Evil 7, un gioco con uno stampo completamente diverso ed horror per eccellenza. La serie, in giapponese Biohazard, letteralmente “rischio biologico” segue le vicende di vari personaggi alle prese con virus mortali che trasformano la popolazione in abomini creati per uccidere, solitamente dalla Umbrella Corporation.

Resident Evil 4 è uscito per la prima volta su Nintendo Gamecube nel 2005 e, a partire dal Settembre dello stesso anno, sono state rilasciate tantissime versioni per altrettante tante console. Ad oggi possiamo giocare questo titolo su Gamecube, PS2, PC, Wii, Wii U, PS3, Xbox 360, PS4, Xbox One, Switch e persino in versione mobile in Giappone. La versione PS4 è probabilmente quella più accessibile a tutti e, in attesa del remake in arrivo nei prossimi anni, anche una delle più performanti insieme a quella di PC, Xbox One e Switch.

In Resident Evil 4 impersoneremo Leon S. Kennedy, apparso per la prima volta a Raccoon City in Resident Evil 2 e divenuto ormai un agente governativo degli Stati Uniti con il compito di trovare e salvare Ashley, la figlia del presidente, rapita e tenuta prigioniera in Spagna, nei pressi del villaggio di El Pueblo. Una volta arrivato a destinazione, Leon si imbatte in degli abitanti fuori di senno, aggressivi ed incredibilmente duri a morire che si scoprirà in seguito, sono dei Los Ganados, esseri umani infetti dal parassita Las Plagas. L’obiettivo di Leon si scopre alla fine essere proteggere Ashley del malvagio Lord Saddler, portatore della Plaga Leader in grado di controllare tutti i Los Ganados e capo dell’associazione dei “Los Illuminados”.

Già da subito possiamo notare che in Resident Evil 4 non abbiamo la solita storia in cui dovremo fronteggiare gli zombie infetti dal Virus T, ma saremo i protagonisti di un videogioco molto più action e frenetico. Abbiamo innanzitutto una prospettiva diversa rispetto agli standard di Resident Evil: in questo caso non dovremo fronteggiare l’Umbrella Corporation oppure delle associazioni terroristiche come la Veltro, piuttosto una setta di invasati con una storia tutta sua e con l’obiettivo di diventare la prima potenza mondiale grazie al Las Plagas.

Il gameplay è molto coinvolgente, soprattutto vista la varietà di paesaggi e ambientazioni completamente diversi tra loro: si passa dalle ambientazioni aperte del villaggio di El Pueblo, immerso tra la vegetazione, insieme alle ambientazioni montane e desertiche, fino ad arrivare a degli spazi angusti e senza dubbio molto più ansiogeni come le miniere, il castello ed i laboratori nella parte finale del gioco. La particolarità dei nemici è il loro diverso modo di agire, a lungo andare molto prevedibile, ma indubbiamente diverso rispetto agli zombie dei capitoli precedenti: mentre la IA degli zombie tendeva a essere un po’ meno prevedibile e allo stesso tempo più facile da contrastare dato che tendeva a far agire i nemici autonomamente facendoli scagliare in modo quasi randomico ed imprevedibile contro il giocatore, la IA dei Los Ganados è completamente l’opposto, caratterizzata da dei movimenti abbastanza prevedibili che però se visti in un contesto di tanti nemici, sono coordinati tra loro e riescono a sottoporre il giocatore ad un grado di difficoltà maggiore.

Ovviamente i mostri, non si limitano solamente ai Los Ganados, ma ne sono presente un enorme varietà con caratteristiche diverse: quelli senza dubbio più ostici e spaventosi sono i Regeneradores. Da come suggerisce il nome stesso, questi esseri abominevoli, nati dagli esperimenti con il Las Plagas, sono in grado di rigenerare qualunque parte del corpo voi gli amputiate, proprio tutte. L’unico modo per ucciderli è sparare ai parassiti presenti all’interno del loro corpo individuabili solamente grazie ad un mirino termico: se non possediamo questo, l’unica via per sconfiggerli è sparare a caso finché non si accasciano a terra… Ovviamente non è finita qui: gli sviluppatori hanno ben deciso di non inserire i Los Plagas solamente della parte anteriore del corpo, ma anche in quella posteriore e quindi, riuscire ad aggirare i Regeneradores, per poi individuare i parassiti ed ucciderli prima di andare incontro ad una fine orrenda, non è che sia facilissimo… Se consideriamo infine che nell’ultima fase del gioco saremo messi davanti ad un’altra versione di questi mostri più veloce e dotata di degli aculei che verranno lanciati contro la nostra faccia una volta che il Regenerador morirà ed (ovviamente) esploderà, possiamo tranquillamente inserire i Regeneradores tra i mostri più difficili da uccidere in tutta la serie di Resident Evil!

Tornando alla trama, essa è divisa in 6 capitoli che, malgrado il loro esiguo numero, sono stracolmi di cose da fare e sono anche abbastanza lunghi. La cosa che ho apprezzato di più sono i 3 minigiochi disponibili all’interno delle versioni più recenti del gioco, 2 dei quali ci permettono di impersonare Ada Wong, un personaggio essenziale all’interno della trama del gioco. Questi due “minigiochi” sono a tutti gli effetti delle diverse modalità storia, in particolare: il primo ripercorre gli eventi del gioco vissuti da Ada parallelamente alla storia di Leon, mentre il secondo narra una storia alternativa e completamente inedita basata su quello che sarebbe successo se Ashley, la figlia del presidente, non fosse mai stata rapita dai Los Illuminados.

Parlando del gioco in se e per se, Resident Evil 4 ha veramente fatto la storia del suo genere: parlando solo della saga di Resident Evil, è stato il primo gioco ad introdurre una telecamera dinamica in terza persona, completamente diversa dalla telecamera fissa presente nei capitoli precedenti. Questa stessa meccanica, ha dato una svolta radicale alla serie, diventata molto più action che horror. Consideriamo poi che negli anni successivi, molti sviluppatori hanno deciso di prendere spunto dalle meccaniche e caratteristiche del gioco per le loro creazioni: in particolare ricordiamo tra questi titoli le saghe di Dead Space e Batman: Arkham. Se infine pensiamo che la storia di The Last of Us è a detta di Ricky Cambier palesemente ispirata a quella si Resident Evil 4, possiamo affermare a tutti gli effetti che senza questo titolo, l’industria videoludica di oggi sarebbe completamente diversa!

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