Con “Outside the Wire” diciamo basta alle americanate!

Scritto da Mettiu Penta

09/04/2021

Bentornati ragazzi su One Word Blog! Finalmente sto rimettendomi in pari con i film recentemente usciti e in questi giorni mi è toccata la visione di “Outside the Wire“. Senza perdere altro tempo iniziamo subito con questa recensione!


Trama

Il tenente Harp, un pilota di droni, viene inviato in una zona militarizzata estremamente pericolosa dopo aver deliberatamente non obbedito a un ordine. Nel nuovo incarico, Harp si troverà al comando di Leo, col compito di recuperare un dispositivo nucleare.

I due dovranno appropriarsi dell’arma e fermare così la possibilità che essa scateni un’apocalisse. Per questo, dovranno necessariamente essere più veloci dei loro contendenti, ma qualcosa va storto e il piano non procede come sperato…

Riflessioni personali

In realtà c’è un motivo che mi ha portato alla visione di questo film, perché volevo scoprire come si muove Anthony Mackie (ovvero Falcon) al di fuori delle produzioni Marvel, al fine di valutarlo al meglio durante l’analisi di “The Falcon and The Winter Soldier” che porterò, ovviamente, quando finirà.

Allora allora, il film non è da buttare, potremmo definirla tranquillamente “un’americanata” non squallida. Da ciò che se ne evince, la storia è basata su una filosofia scadente (non riesco ad andarci meno pesante) e su alcune questioni etiche, di cui si è abusato molto nei dialoghi. Mi spiego meglio, il problema è che se non si mettono in piedi fondamenta solide, alla fine si rischia di produrre un film che non è in grado di reggere coerentemente una filosofia nuova ed originale. Dico che non è male semplicemente perché i vari dettagli hanno cercato di rattoppare i problemi della sceneggiatura basata su un pensiero di per sé profondo, ma che non è stato approfondito e sfruttato a dovere.


Poteva anche uscirne qualcosa di fatto veramente bene, se avessero, ad esempio, abbandonato questa filosofia forzata che hanno coltivato per tutto il film. Tra l’altro i discorsi etici erano fuorvianti e fuori luogo nel contesto, sia per quanto riguarda le battute sia per la trama.
Il resto è stato realizzato da manuale, anzi colgo l’occasione per fare i miei complimenti ai due protagonisti, Mackie nei panni di Leo e Damson Idris nei panni del pilota Harp, davvero niente male! Inoltre, la storia si regge bene anche senza tutti questi discorsi sull’etica robotica, che risultano molto pesanti e alquanto forzati. Insomma, l’idea da cui, probabilmente, è partito il film non gli ha dato la dignità che si meritava o forse non sono stati bravi a scavare fino in fondo, in modo da dare profondità e senso al film.


E’ stato veloce ed indolore, ma qualcuno doveva pur dirlo! Anche per oggi il mio lavoro qui è finito, mentre voi non dimenticate di seguirci anche sui nostri social.

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